La
riabilitazione equestre, ovvero l'esercizio della terapia
per mezzo del cavallo (T.M.C.), è una metodologia
globale che consegue effetti terapeutici a vantaggio di soggetti
disabili che presentano disturbi motori, cognitivi e relazionali.
Il
fondamento di questa terapia sta nel fatto che l’andare a cavallo stimola
nel paziente la messa in atto di una serie di reazioni che sollecitano
e coinvolgono:
-
il
sistema nervoso (osteo-articolare e neuro-muscolare);
-
la
sfera psicologica (dominio dell’apprendimento, conoscenza e coscienza
del proprio io corporeo, strutturazione dello spazio temporale e armonizzazione
dei rapporti tra cavaliere, cavallo e terapista);
-
le
facoltà intellettive (attenzione, interesse, concentrazione e memoria).
Tale
disciplina, ormai diffusa in tutto il mondo, ha conseguito concreti risultati,
ampiamente riconosciuti anche a livello universitario e, recentemente,
è stata inserita fra le materie di insegnamento dell’Istituto Universitario
di Scienze Motorie (IUSM).
Lo
scopo, oltre che introdurre il paziente in un ambiente ludico-ricreativo,
è quello di ottenere un miglioramento della malattia.
Le
attività sono guidate da una équipe medica che si avvale
di una adeguata organizzazione sanitaria.
L’attività
scientifica - In tale quadro il C.R.E. “Tina de Marco” ha instaurato, fin
dall’inizio, un rapporto di collaborazione scientifica con l’Università
degli Studi di Roma - Cattedra di Neuropsichiatria infantile – tramite
uno specifico programma di ricerca multidisciplinare regolato da un protocollo
di intesa.
Il
programma di ricerca si rivolge a soggetti con handicap mentale (versante
psicotico).
Il
Direttore Scientifico coordina e indirizza l’attività terapeutica
del personale medico, degli psicologi e degli operatori terapisti,
tutti specializzati in T.M.C.
Chi
accede alla terapia e quali i risultati - Per accedere alla terapia è
necessario sottoporsi ad un colloquio preliminare che coinvolge soprattutto
i familiari. Sul paziente vengono effettuati test per meglio definire la
struttura psicologica, le capacità relazionali, l’età di
insorgenza del problema ed il rapporto con il proprio corpo.
Inizia
quindi un periodo di osservazione che si ripromette di ottenere ulteriori
fondamentali indicazioni per poter elaborare un progetto terapeutico individuale.
Segue un periodo di consolidamento che si conclude nel momento in cui vengono
raggiunti e maturati gli obiettivi prefissati.
Ma al
di là dei risultati, non sempre facilmente quantificabili – relativi
all’applicazione di precisi programmi di potenziamento cognitivo, di sviluppo
psicomotorio, di controllo delle emozioni e di armonia relazionale, il
successo più importante per il soggetto è il vivere un’esperienza
di vera autonomia. |